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Tradizioni Coi Fiocchi: il velo, gli anelli e il riso

Il mondo è bello perché è vario, si sa, questo vale anche per il matrimonio. Le tradizioni, le cerimonie e  i simboli  legati al matrimonio sono tanti e diversi tra loro. Spesso sono differenze legate al culto religioso degli sposi o a fattori etnici e  culturali. A volte sono dettate unicamente dalla scaramanzia. Sapevate, ad esempio, che in alcune zone del Sud Italia la lunghezza del velo della sposa è proporzionale agli anni di fidanzamento?

Iniziamo questa settimana un viaggio attraverso le tradizioni, i simboli,  i riti e le curiosità legate al matrimonio in Italia e all’Estero. Partiremo da tre oggetti fondamentali: il velo, gli anelli e il riso.

Il Velo 

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Oggetto di grande fascino, all’inizio del Novecento il velo indicava lo status sociale della sposa. Oggi assume esclusivamente un fattore estetico:  il “tocco finale” , l’accessorio che completa l’abito nuziale.  L’usanza di velare il capo della donna ha origini antichissime che precedono l’età romana. Le donne dell’antichità usavano coprire la testa per differenziarsi dalle donne di bassa lega, le prostitute. In tutto il Mediterraneo la donna onesta usava il velo per uscire.

Sebbene sia in età greca che abbiamo notizia delle prime spose velate, di fatto è in età romana che appare il primo velo da sposa, il flemmum,  un telo dai colori del fuoco (rosso o giallo) che veniva indossato da entrambi gli sposi durante la cerimonia come simbolo di protezione e buon auspicio. La sposa indossava sul flemmum una coroncina di mirto e fiori d’arancio, simbolo di vittoria per la verginità preservata. Da qui probabilmente trae origine l’espressione “fiori d’arancio” associata al matrimonio. Ma è con l’avvento delle religioni monoteiste che il velo si arricchisce di ulteriore significato, quello divino: coprire un oggetto sacro con un velo vuol dire mantenerlo “puro”. È il motivo per cui le suore lo indossano ancora oggi. Presto  questo concetto andò a legarsi con quello di monogamia. Il velo da sposa quindi, sia per cristiani che per pagani era espressione di purezza e verginità.

Nel Medioevo, inoltre, si credeva che il velo servisse a proteggere la sposa dagli spiriti maligni e dal malocchio. In realtà, nei secoli in cui i matrimoni erano perlopiù combinati, il velo serviva a celare il volto della sposa al marito fino a cerimonia conclusa. Questo per evitare spiacevoli fughe dall’altare in caso di una sposa poco avvenente. L’usanza di nascondere il volto della sposa è stata riscontrata anche nei matrimoni dell’antica Cina. In passato le spose cinesi indossavano un copricapo molto elaborato da cui pendeva un velo rosso che nascondeva il volto della sposa. Il marito avrebbe potuto sollevarlo solo durante la prima notte di nozze…

Nel Rinascimento, la cerimonia nuziale divenne un vero e proprio evento mondano, occasione per dar sfoggio del proprio status sociale.  Di pari passo anche il velo da sposa si allungò e divenne un accessorio di bellezza realizzato in tessuti pregiati. È in pieno Romanticismo  che nacque la tradizione dell’abito bianco e del velo sa sposa ad esso  coordinato. Da questo momento il bianco fu riconosciuto universalmente come il colore del candore, della purezza e della verginità. Una curiosità: nel rito tradizionale giapponese, il velo della sposa serve a nascondere sentimenti negativi quali la gelosia.

Gli Anelli

tradizioni-coi-fiocchi-il-velo-gli-anelli-e-il-riso-fedi-nuziali Nei film vengono affidati sempre alle persone sbagliate, loro, gli anelli! Il simbolo dell’unione coniugale. La loro forma sferica è l’espressione della perfezione: l’uomo e la donna, uniti in matrimonio, costituiscono un connubio unico e indissolubile di amore e fedeltà. Non a caso l’anello nuziale è chiamato  anche “Fede“. Il termine “fede”, dal latino “fides”, vuol dire fedeltà. Fides era anche il nome della dea romana della lealtà.  Il concetto di fides come fedeltà, inizialmente aveva lo scopo di consacrare, con un atto religioso, la fedeltà del cittadino all’ordinamento dello Stato Romano. L’anello infatti è stato sin dai tempi degli egizi un simbolo sacro di potere e lo è tutt’oggi, si pensi agli ingombranti anelli papali. Gli anelli nuziali e di fidanzamento, per la promessa di matrimonio, hanno origini molto antiche. Alcuni credono che l’anello discenda dal braccialetto che, in età primitiva, veniva  fatto portare al braccio e alla gamba dalla donna del capo tribù.  Altri, dalla corda che gli uomini legavano alla vita delle loro donne per conquistarne lo spirito, un modo per diventare una cosa sola con lei.

È in epoca romana che distinguiamo per la prima volta l’anello di fidanzamento  detto “anulus pronubus”, che serviva a suggellare la promessa di matrimonio, dall’anello nuziale, detto invece “vinculum” .Il vinculum romano, fatto di ferro o raramente d’oro o d’argento, inizialmente veniva indossato solo dai maschi, ma presto venne esteso anche alle donne. Le matrone romane sfoggiavano fedi nuziali cui era talvolta applicata una piccola chiave, segno della loro autorità nella famiglia.

La consuetudine, sia maschile che femminile, di indossare un anello dopo il giorno del matrimonio si affermò del tutto solo a partire dal XVI secolo, mentre l’abitudine di incidere i nomi degli sposi e la data delle nozze al suo interno risale al Settecento.

Le fedi diventano d’oro con l’avvento del cristianesimo per cui l’oro è simbolo di eternità. Del resto i due anelli affiancati nelle rappresentazioni grafiche non ricordano essi stessi il simbolo dell’infinito?

Il riso

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Malgrado in molti identifichino il lancio del riso agli sposi dopo la cerimonia come la prima causa di cecità e disturbi oculari, questo gesto è un augurio di benessere e prosperità. Ci sono due ipotesi riguardo l’origine di questa tradizione. Una di origine romana e l’altra cinese. Secondo quella romana, il riso veniva lanciato sugli sposi assieme a piccole pietre, col tempo diventate confetti e monetine. Questo veniva fatto per augurare fertilità e abbondanza alla nuova coppia.

L’ipotesi sull’origine cinese, invece, nasce da un’antica leggenda secondo la quale un vecchio saggio,  passeggiando per la campagna, vide la disperazione dei contadini afflitti da una tremenda carestia. Commosso, il vecchio saggio si strappò i suoi ultimi denti bianchi e li gettò nel terreno dove nacquero tante piantine verdi, le piante del riso, che permisero alla popolazione di stare bene e prosperare.

Negli ultimi anni, il lancio del riso è diventato oggetto di grande creatività da parte dei wedding planner, che hanno messo da parte il classico cereale, indigesto per gli uccelli, per far posto a petali di rose, bolle di sapone, confetti, palloncini, coriandoli, stelle filanti, colombe, farfalle e semi di ogni genere, compreso mangime per volatili.

Noi di Coi Fiocchi però vi sconsigliamo il mangime. Per quanto possiamo amare il cinema, l’effetto “Gli Uccelli” di Hitchcock non è il massimo per il vostro matrimonio.

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Marisa Minervini

Marisa Minervini

Laureata in Scienze e Tecnologie della Moda, coltivo la passione del disegno e della scrittura sin da bambina. Collaboro con lo studio grafico "Coi Fiocchi" dal 2015 e alterno al lavoro di grafico quello di blogger, ai quali cerco di dare un tocco personale 🙂

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Tradizioni Coi Fiocchi: il velo, gli anelli e il riso ultima modifica: 2015-10-04T10:48:37+01:00 da Marisa Minervini

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